E' il sonno della memoria che genera mostri

ALIMENTIAMO LA MEMORIA

   

La storia dello stragismo è nei caduti, è nei familiari, nei bimbi cresciuti senza ombra dal dolore, bimbi con le nuvole che si frappongono fra loro e il cielo.

La storia dello stragismo è una storia di solitudine. E' la solitudine di tutti coloro che hanno viaggiato in direzione ostinata e contraria con un marchio speciale di disperazione, contrapponendosi ai processi di rimozione, normalizzazione.

 
 
 
 
di
 
Voi, invece, voi "vivi" avete disperso la memoria in un intreccio di vita uguale e vi ricordate di noi quando proprio non ne potete fare a meno. Qui sulla "collina" la memoria è un vizio, voi invece commemorate, riducete i racconti ad eventi lapidari, o a lapidi propriamente dette. Poi, per non avere a che fare con la coscienza, dite che gli episodi sono confusi, episodi che galleggiano nel caos dell'indecifrabilità. Voi sapete che non è vero, che sono menzogne menzogne politiche moderne come quelle che si occupano efficacemente di cose che non sono affatto dei segreti ma sono conosciute praticamente da tutti.
Noi sulla "collina" conosciamo chi ci ha spediti all' "altro mondo", ma non abbiamo rancore. Noi del "quinquennio" conosciamo i mandanti e gli esecutori degli attentati ma non abbiamo voce per parlare e voi "vivi" orecchie per sentire.
Così vaghiamo come ombre, in attesa di essere seppelliti, in attesa di giustizia, in attesa di terra fresca per poter riposare.
Il mio nome è Luigi, sono un insegnante. Insieme ad altre sette persone sono stato spedito "all'altro mondo" (che ora per me é questo) da certi individui che ritennero giusto farlo. Sono morto dopo quattro giorni di agonia in ospedale perché avevo la schiena piena di frammenti di quella colonna, quella ingiusta colonna su cui mi sono appoggiato. Pioveva quel mattino e la loggia mi parve un riparo sicuro. Non credo di aver fatto una scelta giusta ma non mi lamento, in fondo sono stato fortunato, sono tutto intero.

 

 
 
 
realizzazione: giovanni pedone